Descrizione
II Convento dei Santi Apostoli
Il convento fu iniziato su disegno di Francesco Grimaldi nel 1601 dal cardinale Francesco Buoncompagni. Tre anni dopo, però, Grimaldi moriva e Giacomo di Conforto rielaborava i progetti e proseguiva i lavori assistito dagli architetti Agostino Pepe, Pietro Di Marino e Bartolomeo Picchiatti, che disegnarono il campanile. I lavori, di fatto, durarono ventidue anni e terminarono nel 1649; il complesso fu consacrato dal cardinale Ascanio Filomarino che lo assegnò ai conventuali Padri teatini.
Il terremoto del 1688 provocò ingenti danni, presto riparati. Nel 1809 il convento fu soppresso da Gioacchino Murat e l’edificio fu destinato alla Camera notarile. Sempre in quell’anno fu, poi, adibito a caserma e assegnato al reggimento “Real Napoli”. Nel 1820 fu abbandonato e saccheggiato, ma due anni dopo vi alloggiarono le truppe austriache. Nel 1860 diventò sede della manifattura tabacchi, storico opificio, dove lavorarono generazioni di “tabacchine” producendo gli apprezzati sigari napoletani. Nel 1972, dopo oltre un secolo, la manifattura tabacchi fu trasferita in una nuova sede e l’edificio, proprietà del demanio dello Stato, fu abbandonato in attesa di nuova destinazione.
Nel 1976 , grazie all’ architetto Mario Rispoli che, allora, guidava da Preside l’istituzione scolastica ancora ospite dell’Accademia di Belle Arti di via Costantinopoli, l’edificio, bene demaniale dello Stato sotto vincolo di tutela quale Bene Culturale, fu assegnato al Liceo Artistico di Napoli .
Nel 1977 i Monopoli di Stato regolarizzarono definitivamente la consegna e furono avviati i lavori di restauro. Si trattò del primo intervento nel centro antico, nel quadro del restauro degli edifici storici e monumentali e dell’utilizzazione di essi per scopi culturali. Particolarmente forte ed incisivo il ruolo di Mario Rispoli nelle scelte progettuali e tecniche degli impegnativi lavori di restauro, che restituirono la grandiosità architettonica di un tempo all’imponente costruzione.
L’edificio conventuale, quale odierno istituto scolastico, ha una superficie complessiva calpestabile pari a circa. 20.000 mq., si articola su 6 livelli, con 2 scale e 2 ascensori, organizzati intorno a due cortili adiacenti, ma su livelli diversi, di cui uno porticato. Quest’ultimo va a costituire uno dei chiostri conventuali tra i più maestosi, oggi, a Napoli. Si riporta, a tal proposito, quanto descritto all’epoca dai frati Chierici Regolari relativamente al porticato:- “La struttura del detto monastero seu Casa è assai bella e magnifica, peroché contiene un chiostro grande in quadro con tre ordini di corritori. Se bene la fabrica non è ancora finita, essendo appena fatta la metà, come si dirà appresso" (G. Galasso- “L’inchiesta di Innocenzo X sui Regolari in Italia”, pag. 264- Ed. Storia e letteratura, Roma- 1984).
Della struttura, già di per sé architettonicamente interessante, sono patrimonio ancora poco conosciuto ai più:
· L’accesso ai sotterranei, che avviene attraverso una bella scala a chiocciola in pietra, a pozzo finestrato, che ricorda con evidenza l’umbro “Pozzo di San Patrizio” (nel sottosuolo, particolarmente interessante e rappresentativo della “Napoli Sotterranea”, sono visibili parti degli antichi acquedotti detti “della Bolla” di origine greca e “Carmignani", del 1600;
· La biblioteca storica (per anni custode del manoscritto della Gerusalemme Liberata di T. Tasso, oggi alla Biblioteca Nazionale di Napoli);
· La particolarissima “scala a chiocciola”, ovvero la restaurata antica rampa di legno attraverso la quale, con gli asini, venivano trasportate all’ultimo piano le derrate alimentari dei chierici;
· Il nucleo di reperti e donazioni artistiche che, in attesa di riordino, vanno a costituire il possibile Museo della fabbrica e dell’istituzione.
Dove si trova
Oggi, grazie alla sua prestigiosa sede, il Liceo Artistico Statale di Napoli costituisce, con la collegata chiesa teatina, il seicentesco “Complesso Monumentale dei Santi Apostoli”.